I belong to Jesus

AGGIORNAMENTO 16/12/07:Mondiale per club: la sottomaglia di Kaka'


Un’annata strepitosa il 2007 per il Milan e per il suo campione KAKA’ Ricardo Izecson Leite!

Solo in quest’anno: Champions League, 4° posto in campionato, Supercoppa Uefa, ed infine il prestigioso Mondiale Club appena vinto contro il Boca (conquistando la sua diciottesima coppa), fanno del Milan la squadra più titolata al mondo!!!

Grande merito a tutti i giocatori di questa squadra ed in particolare al suo fuoriclasse brasiliano. Nella finale di ieri a YOKOHAMA in Giappone, grazie alla doppietta dell’inesauribile Inzaghi, ad una prova scintillante di Kakà (un gol, due assist e il premio di miglior giocatore della finale) e al sigillo di Nesta, il Milan è sul tetto del mondo per la quarta volta nella sua storia. È la prima squadra a raggiungere un record simile e a mettersi in bacheca il diciottesimo trofeo internazionale. Come i rossoneri nessuno mai!

Sarà per la sua bravura tecnica indiscutibile o per la sua dichiarata fede cristiana che non esita mai a ostentare: il fantasista rossonero è un giocatore insostituibile di questa squadra, alla quale oltre ai gol ha trasmesso anche un misticismo religioso che sembra portare un gran bene…

I belong to Jesus

Atleta di Cristo’ – Intervista a Kakà!

Kaka' - Io appartengo a GesùCom’è stato il tuo incontro con Gesù?
Sono nato in una famiglia cristiana, i miei genitori erano già convertiti, erano della chiesa battista, adesso siamo nella chiesa “Rinascere” da 8 anni.

Qual è stato il momento principale della tua conversione che ti ricordi che Dio abbia fatto per te?

Il momento principale è stato il mio battesimo avevo 12 anni, nella chiesa “Rinascere”, in quel tempo ho avuto liberazione. Dio ha fatto questo per me: ha sofferto di una forte contusione! Era una cosa molto seria, infatti nell’ottobre del 2000 sono andato a visitare e miei nonni e dopo sono andato in un club dove c’è una piscina.

A bordo piscina c’era uno scivolo ed io sono andato a giocare sullo scivolo e quando sono entrato in acqua ho sbattuto con la testa sul fondo, uscii dall’acqua e sentii molto dolore. Mio fratello mi disse che usciva del sangue. La prima cosa che i miei genitori hanno fatto è stata una preghiera, mia madre diceva che in quel momento c’era una battaglia spirituale. Dopo siamo andati al pronto soccorso e dalla lastra risultava che tutto era a posto. Due giorni dopo, mentre giocavo a calcio, sentii un dolore insopportabile e riandai al pronto soccorso, rifeci la lastra e questa volta i medici dissero che avevo una frattura alla sesta vertebra, mi dissero: “Sei stato fortunato! Potevi rimanere sulla sedia a rotellee finire la tua carriera!”. In questo ho visto la mano di Dio, sono rimasto due mesi a casa a riposo e in quel periodo sono cresciuto molto nelle vie del Signore.

Qualcuno si è convertito attraverso la tua testimonianza? Com’è successo?
Credo di sì, conosco tante persone e calciatori. Ho un amico che considero come un fratello, lo chiamano “IL GALLO”, giocavamo insieme nei juniors, oggi lui sta diventando un professionista nel San Paolo. Lui è venuto a Santa Catarina, e quando è arrivato non era ancora convertito. Siccome la sua famiglia abitava lontana lo invitavo sempre a venire a casa mia il sabato e la domenica, e piano piano lui ha cominciato a venire in chiesa insieme a noi. Oggi lui è una benedizione.

Pregavate prima delle partite di calcio del mondiale insieme ai suoi compagni? E come vedevano questa situazione i non convertiti?
Ci riunivamo io, Lucio ed Edmilson pregavamo sempre prima e dopo le partite e invitavamo anche gli altri. Denilson qualche volta è venuto alle riunioni, ma anche Junior e Roberto Carlos. L’ambiente era molto bello, pregavamo sempre, poi parlavamo e leggevamo la Bibbia. Questi incontri si svolgevano in una saletta.

I Belong To JesusQuella maglietta con la scritta “I Belong to Jesus” (Io appartengo a Gesù) che hai usato in finale di Coppa del Mondo, l’avevi portata dal Brasile? Eri sicuro di vincere?
Porto sempre con me tre maglie, una era quella che avete visto, sull’altra c’è scritto “Dio è fedele” e sulla terza “Gesù ti ama”. La FIFA aveva vietato di mettere queste maglie sotto le casacche, ma in finale nessuno poteva impedircelo e così senza dire niente a nessuno io, Lucio ed Edmilson ci siamo messi tre maglie diverse. L’anno prima avevo rilasciato un’intervista in occasione di una premiazione ed avevo detto che il mio sogno era quello di gridare al mondo durante il mondiale che appartengo a Gesù, insomma è stato il compimento di una promessa.

Il momento principale per noi cristiani è stata quella preghiera di gruppo, com’è cominciato? Chi ha iniziato? I giocatori hanno capito l’effetto che aveva quelle preghiera?
In tutto il mondo si è detto che quello è stato un momento speciale. E’ successo così: ho visto Edmilson che si avvicinava e ci siamo inginocchiati a terra, poi lo Spirito Santo ha mandato anche Lucio che era dall’altra parte del campo. Tutte le televisioni del mondo hanno visto quelle immagini e per noi è stato veramente speciale!

Pensi che quella sia stata una manifestazione della potenza di Dio?
Penso di sì. Perchè noi avevamo pregato prima del mondiale per questo. Avevamo detto che il nostro proposito con Dio era che la squadra che vincesse quella onorasse il nome del Signore. Se era il Brasile lo avremmo fatto noi altrimenti qualcun altro di altre squadre. Ringraziamo Dio che lo abbiamo fatto noi.

Qual è l’importanza di Gesù nella tua vita?
Dico sempre che non esiste un’altra forma, la sua importanza è totale, lui sta al primo posto nella mia vita!

Come vedi il futuro del Brasile per quanto riguarda la politica?
Secondo la Bibbia, è Dio che sceglie i re, i principi, o il presidente, senatori, tecnici, insomma lui sceglie i leader. Se Dio sceglierà un cristiano lo farà al momento giusto. Io cerco di non parlare ma male dei politici perchè Dio li ha scelti e noi dobbiamo rispettarli.

Che messaggio dai ai giovani coinvolti nella droga e nell’alcool?
Di lasciar perdere! Questa è una mancanza di responsabilità, sia nei confronti di Dio che in tutto il resto. Ad esempio nessuno si sposa più! Nessuno vuole più la responsabilità e così si finisce nell’alcool e nella droga che per loro è allegria e felicità ma non è così! Per essere felici bisogna prendersi degli impegni con Dio!

Lancia un messaggio per chi vuole fare il calciatore come te.
Abbiate pazienza, è importante perseverare, se è nella volontà di Dio tutto si avvererà!

(www.atletasdecristo.org)

ARTICOLO DEL 24/05/2007 – POST FINALE DI CHAMPIONS LEAGUE.

La maglietta di Kakà - I belong to Jesus La mia profonda fede juventina non mi ha impedito di gioire, questa sera, per la Champions vinta dal Milan.

Sono contento per Kakà, ma soprattutto per SuperPippo Inzaghi, che si è preso quello che gli spetta. Io lo darei a lui il pallone d’Oro, se non altro alla carriera.

Sono contento per il buon vecchio Maldini, che ha ricevuto la coppa dalle mani di un giocatore che 22 anni fa si era trovato a marcare.

Mi fa piacere anche vedere il Berlusca sorridente che si gode questo successo, proprio quest’anno che è libero di farlo senza preoccuparsi di ruoli istituzionali e seccature varie.

Musica per le mie orecchie è anche “chi non salta, nerazzurro è…”! Che bello pensare che gli interisti, dopo essersi cuciti l’anno scorso uno scudetto finto, non potranno neanche ricordare quello falsato di quest’anno senza dover fare i conti con l’altra parte di Milano.

I belong to Jesus“, recita a carattere cubitali la scritta sulla t-shirt indossata da Kakà. Questa sera l’abbiamo vista tutti. Il campione ce l’ha mostrata in mondovisione dopo che il Milan ha meritatamente vinto la Champions League.

E tutti che interpretano questa frase sotto il profilo mistico.
A me piace pensare che le cose stiano diversamente.

I belong to Jesus…

… to Jesus

Chi mi ama mi segua - Pubblicità Jesus 1973 - Oliviero Toscani
to Jesus? Ma certo! Ecco di cosa si tratta:

Pubblicità occulta, in barba allo sponsor ufficiale! In campo Kakà indossa divise e scarpe Adidas, ma fuori…

Jesus Jeans

Ecco cosa significa la frase sulla maglietta di kakà!

Si tratta di una sponsorizzazione milionaria della celebre casa di moda, che per promuoversi è passata dalle foto di Oliviero Toscani negli anni 70 ai testimonial sportivi di oggi.

Credevate che ci fosse ancora spazio, nel mondo marcio del calcio moderno, per valori diversi dal Dio denaro? Vi sbagliavate!!!

Hai notato la maglietta di Kakà?! Ne vorresti una uguale a quella indossata dal fuoriclasse brasiliano nella finale di Champions League e al Mondiale per Club?!

 

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Vanz

Vanz partecipa alla FIUH!League di fantacalcio con la sua squadra Vanz United ed è cofondatore di FIUH.it insieme a Linus.

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