La mancata organizzazione degli Europei di calcio 2012 (Massimo Gramellini)

Sul quotidiano LASTAMPA di oggi, come tutti i giorni, è stato pubblicato l'editoriale di MASSIMO GRAMELLINI; il tema odierno verteva sulla mancata scelta da parte dell'UEFA di assegnare all'Italia l'organizzazione degli europei del 2012.
Visto il tema di comune interesse, e la mia condivisione del pensiero del giornalista, ho ritenuto opportuno pubblicare per intero il suo articolo, intitolato:


La banda dei perdenti

È un’altra Corea. Anzi, peggio. Perché a perdere la faccia stavolta non è stata una Nazionale ma una Nazione, non il calcio italiano ma il Paese intero, ottimamente rappresentato da un governo che con quella di ieri ha aggiunto una nuova perla alla sua invidiabile collezione di figuracce internazionali.

Ammettiamolo: non era semplice farsi portare via l’organizzazione degli Europei di calcio da un colosso del calibro di Polonia & Ucraina, alleanza di poveri cristi senza uno straccio di tradizione, ma soprattutto senza uno stadio decente né una strada asfaltata per arrivarci. Ci voleva quell’impasto di superficialità, presunzione e arroganza che ha sempre fatto da propulsore a tutti i nostri disastri: militari, politici, esistenziali.

Erano convinti di avere la vittoria in tasca, i grandi strateghi. Mentre il delegato ucraino indossava una corazza di peli sullo stomaco e si metteva umilmente a caccia di voti, l’eternauta Matarrese si rosolava al sole delle tivù ironizzando sulla modestia dei concorrenti e l’inossidabile Carraro si mimetizzava, come spesso gli capita, con una sedia vuota.

Dovendo contare su ambasciatori simili, espressione di un altro mondo e addirittura di un altro secolo, diventava indispensabile l’apporto delle istituzioni, di qualcuno cioè pagato per rendersi conto dell’importanza della posta in palio: con le Olimpiadi di Londra, il più importante evento sportivo dei prossimi anni in tutto il continente. Una questione di immagine, ma soprattutto di infrastrutture, soldi e posti di lavoro. Una di quelle sfide in cui si misura il peso specifico del cosiddetto Sistema Paese.

Quanto vale oggi l’Italia in Europa? I delegati dell’Uefa hanno dato la risposta: persino meno di una Polonia guidata da una coalizione razzista e sostanzialmente antieuropea. Gli scandali di Calciopoli e i pestaggi di Catania e Roma avranno influito sul giudizio ma, a parte che non ne erano esenti neppure i vincitori, proprio la consapevolezza di un simile tallone d’Achille avrebbe dovuto suggerire al governo Prodi di prendere molto sul serio il rischio e le conseguenze umilianti di una sconfitta. Serviva un dossier più convincente e serviva che a presentarlo fossero campioni di fama (l’Ucraina, per dire, ha sfoggiato Bubka e Shevchenko) e una formazione di ministri che non si limitasse alla solita Melandri, cenerentola senza topolini e con troppe zucche vuote al seguito. Serviva fare squadra e non, come sempre, squadretta. Essere un po’ meno antipatici e smettere per una volta di sentirsi i migliori, anche a costo di abbassarsi alle arti pragmatiche della seduzione.

Vogliamo dirla tutta? Berlusconi non si sarebbe mai fatto scappare gli Europei. E nemmeno Veltroni, che da quando è sindaco di Roma ha già portato a casa i Mondiali di nuoto, quelli di pallavolo e la finale 2009 della Champions League. Questione di sensibilità, ma anche di abilità nel gestire le proprie forze. Questo invece è un governo che fa le cose che non dovrebbe fare, per esempio impicciarsi dell’azionariato di Telecom, ma si guarda bene dal fare quelle che gli spetterebbero: come portare gli Europei di calcio nella tana dei campioni del mondo.

Consoliamoci. Non tutte le Coree vengono per nuocere. E se per l’Italia che combina affari addosso al pallone questa è una mezza tragedia, per molti italiani che lo amano rappresenta l’ultima speranza: che senza la droga economica degli Europei, il calcio completi la riforma interrotta, ridistribuisca le risorse e torni a essere uno sport in cui tutti, e non solo i soliti, possano giocarsela ad armi pari.

MASSIMO GRAMELLINI
(www.lastampa.it)

Linus

Linus partecipa alla FIUH!League di fantacalcio con la sua squadra Lukomotiv Portiz ed è cofondatore di FIUH.it insieme a Vanz.

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