E se le pubblicità sbagliassero i congiuntivi apposta?

La malattia di cui racconta MASSIMO GRAMELLINI, i congiuntivi, è ormai una vera epidemia!
Fino a qualche anno fa (forse una decina), in casa, a scuola, in un negozio ancora ti riprendevano quando ne sbagliavi uno! E ti davano pure dell’ignorante! Oggi, anche se non vado più a scuola, non sento più questa attenzione alla grammatica: in particolare sui congiuntivi, nessuno si ‘gira’ più se sbagli un verbo, anzi!


Non voglio fare il finto moralista dicendo che la colpa è della scuola, che non ci sono più le maestre di una volta, eccetera, però il fatto che oggi una campagna pubblicitaria a livello nazionale, su un argomento importante come il TFR, commetta un’errore così grossolano di ortografia fa pensare… Oddio pensare, INORRIDIRE! Ancor più come sottolinea Gramellini, quando lo sbaglio è stato commesso volutamente.
Ecco il suo articolo del 13/06/2007.

Basta che vi decidete

I resistenti della grammatica – un gruppo di ecologisti del linguaggio e nostalgici dell’italiano che fu – scrivono dal confino per denunciare l’ultima strage perpetrata in questi giorni alla radio. Una pubblicità spiega le possibili destinazioni del TFR (Trattamento di fine rapporto o, più realisticamente, Tanto finiremo rovinati) e invita gli ascoltatori a scegliere, con lo slogan: «Basta che vi decidete». …
Anche chi pensa che il congiuntivo sia una malattia degli occhi dovrebbe avere cura almeno delle orecchie e sobbalzare al suono di quelle sillabe stonate: «deci-dete» invece di «deci-diate».
Capita a tutti di sbagliare una «consecutio» mentre si parla in diretta alla radio o si scrive di corsa su un giornale. Ma in questo caso la frase sgrammaticata non è un incidente. C’è una persona che l’ha pensata e altre che l’hanno valutata, discussa e approvata. C’è un attore che l’ha letta, un fonico che l’ha registrata, un tecnico che l’ha messa in onda. Possibile che nessun milite ignoto di questo sterminato esercito abbia tossicchiato il proprio dissenso, per rispetto di sé o della maestra elementare? Si fa strada un’ipotesi ancora più agghiacciante. Che gli inventori dello spot sapessero benissimo di commettere uno strafalcione. Ma lo abbiano inanellato apposta, per avvicinare il messaggio al grande pubblico che ha ormai espulso il congiuntivo dai suoi discorsi.
Sventurato il popolo che ha bisogno di eroi, diceva Brecht. Chissà come ne avrebbe definito uno che, per rendersi simpatico, ha bisogno di analfabeti.

MASSIMO GRAMELLINI
(www.lastampa.it)

Linus

Linus partecipa alla FIUH!League di fantacalcio con la sua squadra Lukomotiv Portiz ed è cofondatore di FIUH.it insieme a Vanz.

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